Siamo fundraiser con percorsi professionali diversi e risultati tangibili documentati, che hanno deciso di condividere la loro visione sul fundraising e metterla a disposizione di colleghi, organizzazioni, aziende ed enti.

La nostra visione si è formata negli anni di lavoro in realtà diverse sul campo.

Nel corso degli anni il lavoro del fundraiser è cambiato molto, come conseguenza diretta di quanto è cambiato il mondo in generale, e quello del non profit nello specifico.

Questi cambiamenti si riflettono su quello che un’organizzazione oggi può fare, o meglio su quello che un’organizzazione decide di fare.

All’aumentare dell’importanza che la raccolta fondi ha acquisito per la sostenibilità del mondo del welfare e del non profit, sono aumentati gli strumenti e l’accessibilità a nuovi canali. Molto meno, è aumentata la preparazione “imprenditoriale”, cioè quella capacità delle organizzazioni di ragionare in termini di sistema complesso che sa avere:

  • le competenze e le conoscenze per lavorare nel settore;
  • la capacità di innovare e gestire il cambiamento necessario per raggiungere i propri obiettivi;
  • la capacità di pianificare e progettare la propria attività;
  • la propensione al rischio, ovvero la capacità di sapersi mettere in gioco;
  • la capacità di organizzare e controllare il lavoro in tutte le fasi del processo dell’ente;
  • la leadership, ovvero la capacità di fornire chiari punti di riferimento per la struttura organizzativa;
  • la capacità di relazione con donatori, stakeholders, fornitori, partner e collaboratori.

Non basta più parlare di strategie, di piano strategico, per assicurarsi che poi l’operatività sia efficace e risponda alle attese.

Soprattutto per le piccole e medie organizzazioni, o anche per le grandi che hanno bisogno di rinnovarsi e innovare, ripartire dalle strategie vuol dire spesso aggiungere complessità in un contesto che non può sostenerle, e preparare la strada per piani operativi onerosi, difficili da portare avanti, quando non addirittura peggiorativi della situazione già esistente.

Per questo noi crediamo che per sviluppare la raccolta fondi, occorre puntare sulla “accuratezza visionaria”, che deriva da un approccio ottimizzato dall’esperienza e dalla capacità di individuare risultati duraturi nel tempo.

I professionisti che intendono entrare a far parte di Easy Fundrasing Hub ne condividono la visione e gli obiettivi, l’azione e i risultati.

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Gli ideatori

Anna Fabbricotti
Sono una fundraiser impegnata, appassionata e innamorata del proprio lavoro.
Da molti anni collaboro e supporto le piccole e medie organizzazioni nello start up della raccolta fondi, lavoro con Ong ed Enti Pubblici e privati per la realizzazione di progetti sociali e iniziative sociali, collaborando direttamente con lo staff, e realizzando eventi e importanti progetti e svolgo docenze per diversi enti e organizzazioni.
Amo mettermi in gioco, conoscere nuove realtà, lavorare al fianco delle persone e condividere pezzi di strada insieme. La mia più grande sfida?
Far crescere il fundraising e le piccole e medie organizzazioni non profit italiane!

Massimo Pesci
La forte competizione per la raccolta fondi, le sempre nuove aree in cui il terzo settore deve intervenire, lo sviluppo di sempre nuove modalità di donazione e comunicazione, costringono le organizzazioni ad affrontare una sempre maggiore complessità lavorativa. Non tutti possono permettersela, ma anche per chi può investire il rischio per essere al passo su tutti i fronti del fundraising può diventare davvero pericoloso. Dopo aver preso tutto il possibile dal marketing e dalla comunicazione profit, dopo aver esaltato la professione del fundraiser come il risolutore di tutti i problemi di sostenibilità, dopo avere pensato che tutti possono fare tutto, è il momento di investire nel proprio modello di raccolta fondi, nella semplicità del fundraising veramente adatto alla propria organizzazione, nella scelta delle cose che veramente funzioneranno nel tempo.

Carolina Fagioli
L’evoluzione delle mie scelte, di studio e professionali, ha come denominatore comune l’approccio progettuale.
La laurea in architettura mi ha insegnato a costruire le risposte necessarie alla soddisfazione di un bisogno: partendo dallo studio dei requisiti e seguendo il percorso necessario a dare una forma tangibile agli obiettivi prefissi. Ho poi scelto la strada della progettazione grafica, mentre la passione di sempre per la tecnologia e l’innovazione mi ha portato verso il web design e il web / social media marketing.

Paolo Moglia
Esperto in bandi internazionali su progetti finanziati dalla World Bank, dall’Unione Europea e dalle principali Organizzazioni Internazionali, sono stato consulente per la Commissione Europea in programmi di cooperazione e sviluppo in Africa ed Est Europa, e fatto esperienze in società di consulenza strategica, ricerca socio-economica e valutazione di politiche pubbliche.
Da sempre vicino al mondo del fundraising, ho collaborato con Telethon ed altre Organizzazioni No Profit. Ho una particolare attenzione verso le innovazioni strategiche e tecnologiche ora possibili applicabili anche nel mondo del fundraising, accompagnata dalla fiducia in un cambio di mentalità ed approccio più legato ai tempi presenti e futuri.

Andrea De Bartolis
Sono esperto di Fundraising e Comunicazione in ambito sociale, cinematografico e culturale. Dal 2006, lavoro nel terzo settore, acquisendo esperienza in progetti di raccolta fondi e comunicazione, collaborando con ONG internazionali e coordinando il fundraising di piccole e medie organizzazioni in ambito sociale e culturale.
L’attenzione per il non profit e l’innovazione sociale, la passione per il cinema e la tecnologia, hanno creato una serie di opportunità per mettermi alla prova in sfide complesse e innovative dedicandomi alla sostenibilità dei progetti. Mi interesso anche di start-up e di promuovere l’innovazione e il benessere sociale con l’utilizzo delle tecnologie digitali.